Quartiere CAFARO

Spesso capita di trovarci in località turistiche rinomate e di rimanere incantati davanti a scorci panoramici, paesaggi e località, senza dubbio belli, ma conosciuti ed apprezzati solo perchè fanno parte di un circuito turistico che li ha valorizzati e fortemente pubblicizzati.

Nel suo piccolo, anche Lauria possiede dei piccoli "tesori", paesaggi di estrema bellezza e suggestione che, se conosciuti, potrebbero diventare una "carta vincente" del nostro territorio. Mi riferisco, appunto, al nostro quartiere Cafaro.

Come non rimanere incantati dalla particolarità di stradine e vicoletti ricchi di storia, stretti tra case antiche, alcune disabitate, che si intersecano tra di loro e che, in un sali e scendi continuo, si ricongiungono, sbucando in suggestive piazzette adorne di piante e di fiori? Su tutto domina il rudere del Castello Ruggero!

Salendo dalla strada Olmo, una piccola sosta è di obbligo alla casa del beato Domenico Lentini, dove sono conservate antichissime reliquie del nostro illustre concittadino. Più avanti, in un vicolo cieco, si trova la chiesetta di Santa Veneranda, da pochi anni ristrutturata. Più in alto si erge la chiesa di San Pasquale, dove è custodita anche la statua di Santa Lucia.

Dopo un'ultima e ripida gradinata, si può tirare un sospiro di sollievo: la stradina diventa pianeggiante fino ad un anfiteatro, di recente costruzione e bene incastonato nell'ambiente.

L'ultimo tratto in salita si apre, per incanto, in un grande piazzale, dal quale si può ammirare uno splendido panorama: l'intera valle del Noce più in lontananza e, più vicini, i due rioni di Lauria.

Il punto di arrivo rimane il santuario dell'Assunta.

Volgendo lo sguardo oltre la chiesa, sulla sinistra, a guisa di giganti solitari, si ergono i ruderi dell’antico Castello Ruggero. Attualmente, l’associazione “Amici del Castello”, dopo la pulitura dalle erbacce che nascondevano gran parte dei ruderi ed un tentativo di illuminazione in parte fallito, si sta adoperando per il recupero ed il consolidamento di quanto ancora esistente.

Ginetta SCALDAFERRI

L'amica del CastelloRuggero "Ginetta Scaldaferri" postava su FB: "IL CASTELLO RAPPRESENTA UN PUNTO DI RIFERIMENTO IMPORTANTE PER NOI LAURIOTI, TANTO DA ISPIRARE VERSI DI GRANDE VALORE DAL PUNTO DI VISTA EMOTIVO ED AFFETTIVO, COME I SEGUENTI:

E’ questa  la composizione completa della poesia di Pina Calcagno sul Castello Ruggero. Precedentemente l’autrice aveva omesso alcuni versi che, a mio parere, conferiscono al testo poetico maggiore vivezza e peculiarità.  

 

 

Gigante solitario,

testimone di eventi

di un passato antico, Castel Ruggero

domina, ancora maestoso

sulle sue rovine,

i dirupi dell’Armo.

Tutt’intorno, rovi e sterpaglie

l’avvolgono

in un silenzio spettrale

popolato

da leggende ancestrali

nelle notti

di plenilunio.

Uccelli rapaci

gli girano intorno

sul far della sera,

di gracchianti corvi

risuona la valle.

Qualche capra selvatica

s’inerpica, di giorno,

tra i ruderi del maniero,

teatro, un tempo, di intrighi

e di nefandezze perpetrati

a danno dei sudditi

dell’ammiraglio.

Ma che importa alla gente

della Storia?

Degli Angioini o degli Aragonesi?

Oggi contano le sfilate in costume,

i giullari e i giocolieri

di una fantomatica corte.

La settimana dell’Ammiraglio

è ormai sagra popolare

che diverte i vacanzieri di agosto!

Pina CALCAGNO

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BRANDING

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STORYTELLING

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DESIGN

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CONSULTING

A Lauria, finito il restauro dell’antico maniero, l’inaugurazione con Andrea Carandini del FAI

 Oh che bel Castello

 

Il paesaggio lucano si impreziosisce di una nuova, piccola perla. Per gli amanti della storia e dell’arte un altro sogno si avvera. Dopo decenni di discussioni e di illusioni è stato portato a termine il restauro conservativo dell’antico castello Ruggero, simbolo della città di Lauria. Ieri pomeriggio, alla presenza del presidente del Fondo Ambiente Italiano, Andrea Carandini e  del presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella si è svolta la cerimonia di inaugurazione.

L’antico maniero, che sovrasta i due rioni, il “Castello” e il “Borgo” della cittadina lucana e deriva il suo nome dell’illustre ammiraglio Ruggero, al servizio di Pietro di Aragona, risale al XIII secolo, ma nel tempo era caduto in degrado, tanto che ne rimaneva in piedi solo una parte della cinta muraria. Il restauro, con il contributo di fondi europei e regionali, è stato seguito direttamente dal FAI ed ha permesso di recuperare una parte dei locali interni e di rendere particolarmente accogliente tutta l’area circostante. La cerimonia di inaugurazione si è svolta in una delle tre, ampie sale ricavate all’interno della fortificazione, della quale è stata conservata l’originaria cinta di mura medioevali. Pur ovviamente diverso rispetto al passato, il castello ritorna così a vivere ed a dominare con la sua imponenza la valle del Noce. Da lassù si gode una stupenda vista del Sirino, dei paesi che ingemmano la vallata, tra cui l’incantevole Rivello, e al di là del monte Coccovello si può immaginare la visione del golfo di Policastro e della costa di Maratea, che ha poco da invidiare alla più rinomata costiera amalfitana. Angoli straordinari del paesaggio offerto dall’Italia, la quale, tra natura, storia ed arte, non a caso è conosciuta come il Bel Paese.

 ‹‹ La penisola italiana è un magico intreccio di climi, vegetazione, storia ed arte. Il suo paesaggio è una sintesi stupefacente, ma anche fragile, di un popolo dalla grande creatività, il cui territorio è stato baciato dalla bellezza. Ovunque, nelle città d’arte come nei suoi mille borghi, sulle centinaia di chilometri delle sue coste come sulle sue dolci colline o sui suoi alti monti, si possono trovare scorci paesaggistici che riconciliano l’animo umano con il mondo. Coste a picco sul mare, laghi circondati dal verde, vette che sono un paradiso terrestre… e poi borghi incantati, cattedrali, certose, castelli … luoghi del cuore che il FAI, soprattutto durante le “Giornate di primavera”, propone ai tanti turisti che ogni anno visitano l’Italia. Il Fondo Ambiente Italiano, che io rappresento, è nato proprio per recuperare, valorizzare e  custodire le bellezze di questo Paese, che tutto il mondo ci invidia, ma che noi stessi spesso non conosciamo e non tuteliamo come dovremmo. Qui a Lauria oggi, con questa inaugurazione, poniamo fine al restauro di questo castello medioevale: è stato un lavoro lungo, faticoso e costoso, ma è un’altra perla che si aggiunge alle tante opere che il FAI ha contribuito a recuperare nel corso della sua più che quarantennale attività. Aver strappato questo castello all’incuria e al degrado ci rende fieri e orgogliosi. È un dono che facciamo a noi stessi, alle generazioni future, alla comunità di Lauria ed all’Italia intera ›› ha spiegato, nel suo breve, ma intenso discorso, più volte interrotto dagli applausi, Andrea Carandini, presidente del FAI e graditissimo ospite della cerimonia inaugurale.

Il castello lauriota è solo l’ultima impresa di recupero del FAI, la cui attività interessa tutto il Paese e negli anni ha permesso la valorizzazione di luoghi dimenticati che sono, dopo il restauro, diventati meta di frotte di turisti, dal borgo ligure di Monterosso, al museo “Filangieri” di Napoli, al castello di Calatubo in provincia di Trapani. Sì, perché il paesaggio italiano è bello dalle Alpi alla Sicilia, uno scrigno colmo di gemme che aspettano solo di essere ammirate per riempire il cuore di gioia e far apprezzare la piacevolezza della vita.

‹‹ Come lauriota sono entusiasta nel poter osservare da questa prospettiva lo splendido panorama della vallata dove sono nato. Come rappresentante delle istituzioni credo che, da oggi, l’articolo 9 della Costituzione, che impone alla Repubblica di tutelare il paesaggio ed il patrimonio storico e artistico della Nazione, sia un po’ più applicato. Credo sia un bel modo per festeggiare il settantesimo compleanno della nostra Repubblica … Certo lo Stato e gli Enti locali dovrebbero fare molto di più, anche se tutelare un patrimonio straordinariamente ricco come quello italiano non è affatto facile. Ciò che posso promettere è che il mio impegno politico non verrà mai meno quando si tratterà di battersi contro l’abusivismo, contro gli stupri dell’ambiente, contro gli atti di vandalismo ai danni delle opere d’arte o dell’ambiente, contro i condoni che avvantaggiano chi commette piccole o grandi illegalità ... Ma oggi godiamoci questa giornata di festa! Il castello Ruggero, i cui locali saranno utilizzati per mostre, spettacoli e convegni, ritorna a vivere. E uno dei sogni della mia infanzia diventa reale. Il piacere che provo nel poter oggi essere in un luogo storico, bello e pulito, a cui oltretutto sono affettivamente legato, mi lascia senza fiato … ›› ha visibilmente emozionato confidato il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella, che alcuni anni fa, durante una conferenza nella vicina chiesetta dell’Assunta aveva annunciato l’inizio dei lavori di restauro dell’antica struttura.

La sacralità del paesaggio italiano non merita la condizione di degrado in cui troppo spesso è tenuto.  La splendida armonia di natura, storia ed arte che caratterizza il Bel Paese non può essere terreno di conquista per palazzinari e speculatori. Di ecomostri come il Fuenti o i grattacieli di punta Perotti in Italia non si deve più neppure parlare. In Italia si deve solo parlare di bellezza, di tutela del paesaggio e di turismo compatibile. In Italia si deve parlare solo di arte, magari ispirata dalla bellezza degli scorci paesaggistici, come è capitato per gli squarci veneziani del Cataletto o per le vedute della campagna toscana dipinte da Giovanni Fattori. O come è capitato all’artista bulgaro Christo, ispirato per le sue Floating Piers dal lago d’Iseo È questa l’inesauribile miniera d’oro dell’Italia, che va salvaguardata non solo dai rischi di una cementificazione selvaggia e dai crimini delle ecomafie, ma anche dai pericoli del dissesto idrogeologico che fa franare i paesi e corrode le coste. Ecco perché è assolutamente necessario educare, in particolare le giovani generazioni, al rispetto ed alla tutela dell’ambiente ed all’amore per l’arte. Far crescere il livello di consapevolezza su questi temi equivale ad investire in un futuro migliore. Sì, perché, se si puntasse sul serio sulla valorizzazione del paesaggio e dell’arte ed il turismo diventasse il vero motore dell’economia italiana, questo Paese diventerebbe nel giro di pochi decenni il più bello del mondo. Dove ci sarebbe più civiltà, ma anche più lavoro e più benessere. Dove si può, per il momento, in un pomeriggio primaverile, fare un tuffo nel Medio Evo.

Pino PAPA

Lauria...e il suo maniero