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Il Falò di Santa Lucia: la tradizione del fuoco “nella notte più lunga che ci sia”

Il 13 Dicembre si celebra la festività di Santa Lucia. La ricorrenza è molto popolare in Italia ed anche a Lauria, dove per l’occasione si allestisce il falò, di solito al termine delle celebrazioni religiose.

Anticamente la data in cui si festeggiava questa Santa martire della tradizione cristiana era il 21 Dicembre, giorno in cui ricorre anche il Solstizio d’inverno. Ecco perché è stato coniato il detto: “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”.

Nel 1582, con l’introduzione del Calendario Gregoriano, si è spostata la data della ricorrenza di Santa Lucia al 13 Dicembre, come è rimasto tutt’ora.

Santa Lucia è conosciuta soprattutto per essere la protettrice degli occhi e della vista. Ciò deriva dal fatto che la Santa, secondo ciò che dice la leggenda, si strappò gli occhi pur di non commettere peccato.

In Puglia c’è una località in cui i festeggiamenti in onore di Santa Lucia sono particolarmente sentiti, in quanto ne è la Santa Patrona: si tratta di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia. In passato i giorni dedicati alla festa erano tre, dal 2015 sono stati ridotti a due.

A LAURIA e dintorni, invece, da sempre vi è l’abitudine di allestire falò di grandi dimensioni a cui la popolazione partecipa con grande devozione. Il fuoco, di solito alimentato con pire di legno altissime, ha una forte valenza simbolica: serve, appunto, a prolungare la luce e il calore in una delle notti più lunghe dell’inverno, quella appunto di Santa Lucia.

L’usanza del falò per Santa Lucia da noi è stata ripresa dopo 25 anni di interruzione. Sono soprattutto i bimbi ad essere affascinati dallo spettacolo del fuoco che arde, ma anche gli adulti si lasciano facilmente trasportare dalla bellezza delle tradizioni di un tempo. Gli #amicidelcastelloruggero, #lacompagniadelleone, il M.O.V. (nella persona della presidente Lucia Carlomagno), il parroco Don Michelangelo Crocco, hanno fortemente voluto che questa tradizione - molto sentita soprattutto nel Rione storico dove è ubicata la cappella (di chiara origine bizantina) dedicata alla Santa martire - riprendesse, per l'importanza estrema che queste antiche tradizioni siano la base ed i pilastri delle nuove generazioni. Si sa...senza Memoria un popolo non può esistere, quindi è mia convinzione mantenere viva la fiamma del "Falò di Santa Lucia", in modo da poter "trasferire" alle nuove generazioni l'amore per il proprio luogo, per le proprie tradizioni, per la propria storia (magari è venuto il momento che i ragazzi e le ragazze di oggi siano interessate - e operino per scoprirla - allo studio della nostra storia, che tanto ha da darci).

E veniamo al 13 Dicembre 2022:

Già dal 12 mattina i "costruttori" di cataste di legno (perchè ci vuole buona pratica per poter realizzare una catasta che resti su tutto il tempo della combustione...) avevano provveduto al trasporto della legna occorrente sul luogo scelto e, (sotto la pioggia e gli spruzzi della cascata del Càfaro) su un letto di sabbia e lamiere per preservare il porfido della piazzetta, si inizia la costruzione. Per prima cosa si opera un buco al centro del letto di sabbia (20 cm) e, incastrandolo con pietre prese in prestito dal letto del torrente, il R.A.T. (Responsabile Area Tecniuca degli amici del castello Ruggero) Gianfedele COSENTINO, con il nostro aiuto, ha innalzato un palo di ml. 2,20 che fungerà da sostegno per il resto della legna che, sapientemente distribuita in strati incastrati, forma la struttura della catasta. Il meteo, inclemente, ostacola gli impavidi che non gliela danno vinta e, inzuppati, ma felici, "varano la catasta "a metà". Siccome il meteo continua ad essere contrario, i costruttori decidono di "proteggere" la metà dell'opera fino al 13 mattina.

Il 13 mattina, alle ore 9,00, i 4 intrepidi della foto: da sinistra Antonio Balena, il sottoscritto, Egidio Filardi e Clemente Argentieri, completano il lavoro del giorno prima con il resto dei 2,20 ml. della catasta e posano per la classica foto di rito, scattata da Angela Balena.

Ecco la foto tutta per lui, il primo falò di Santa Lucia, 25 anni dopo l'ultimo e addirittura con il cappello.

Purtroppo il meteo non dà tregua e la cappella di Santa Lucia è troppo piccola per contenere tutti i bambini dell'oratorio e le sorprese di Don Michelangelo Crocco. Quindi - consulto - e "il compromesso": Santa Messa al Santuario Lentiniano di San Nicola di Bari e dopo i bambini al Càfaro per le caldarroste. Infatti la Compagnia del leone ha chiesto al "Trecchinese" Mario Cresci di portare l'occorrente per poter arrostire le castagne (offerte da Lucia Carlomagno), e allora che la tradizione di Santa Lucia (la notte più lunga che ci sia) abbia inizio.

Alle 16:53 i fuochisti hanno confezionato la miccia incendiaria, dopo aver fatto visita alla cappella di Santa Lucia.

















Qui a destra il brindisi dei costruttori, rigorosamente con il rosso nettare!!!

Mentre il falò prende fiamma, la stesa fiamma che alimenta la Memoria, Mario Cresci e Antonio Cipriano (presidente della Compagnia del leone) preparano "l'aggeggio" per arrostire le castagne, ma prima va presa la giusta quantità di brace dal falò...

Arrivano i bambini e tutto diventa magico, restano a debita distanza dal fuoco del falò, ma sono tutti rapiti, giusto il tempo di accorgersi delle castagne nell'aggeggio, poi si fanno sotto.

Ed io, che amo i bambini, e loro se ne accorgono, sono stato felicissimo nell'accontentare per primi loro.

La foto di rito per: "Quelli che aspettano le caldarroste"

Dopo aver distribuito 30 Kg. di caldarroste, non posso esimermi da una loro richiesta esplicita:

Ho dovuto combattere per far capire loro che dovevano attendere un'altro turno per averne ancora, ma non ho saputo dire di no ad una bambina che al mio ennesimo no, ha allargato le braccia e mi ha detto: ma la devo portare ai miei nonni!!!!

Quando alle 19,06 il palo del falò è caduto, tutti noi abbiamo liberato un bellissimo applauso.

La fila per le caldarroste ...da un'altro punto di vista!!!

La serata stà per finire, molti apprezzamenti, tutti hanno esortato a continuare. Io lavorerò per formare un gruppo e un format, per ravvivare la tradizione dei falò, quindi il prolungamento della luce e del calore ed allora: il mantenimento delle tradizioni per rafforzare la Memoria di un popolo, pur cercando di plasmare l'evento ai nostri tempi.

ore 18:50 a sinistra, e 19:34 a destra.

Il falò ha esaurito la sua luce ed il suo calore, ma il Càfaro - con oggi - è sicuramente più vivo e si candida a diventare il quartiere della Memoria, con il suo castello che, da sempre lo protegge.

I tempi sono maturi per fa si che LAURIA esca dall'oblìo del conformismo. Io spero moltissimo nelle nuove generazioni, perchè sono arcisicuro che ci sono uomini e donne che vorranno restare nel nostro territorio per esprimere freschezza e competenza e e che possano cogliere tutte le opportunità per conoscere la verità sulla nostra discendenza, la storia di Lauria, e creare opportunità da essa.

Gli amici del castello Ruggero continueranno nella loro opera di conoscenza, valorizzazione e fruizione dei beni culturali della zona ed aiuteranno nella realizzazione di opportunità per la crescita ed il benessere delle tre valli: Noce, Mercure e Sinni.

Inoltre l'associazione, ora di Promozione Sociale, ma con base culturale, lavorerà per l'unione degli sforzi per dare alla nostra LAURIA l'importanza che si merita.

Rientro a casa, stanco ma felice, con i vestiti intrisi di fumo.

Doccia rigenerante e, vicino al fuoco, mangio la mia porzione di caldarroste che ho tenuto in tasca.

Ah... prima che mi dimentichi: stamattina di buon ora sono stato al Càfaro per pulire e sistemare la piazza. Sono appena riuscito a rimescolare il rimanente del falo (che ha bruciato tutta la notte) sotto la cenere. Appena rassettato la fiamma ha ripreso vigore ed in quel momento ha ripreso a piovere, prima piano piano, poi intensamente continuando fino a sera inoltrata del 14 Dicembre 2022




























Speriamo in domani....

(Francesco Fittipaldi - il castellano)









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